Asfo Alpeggi del pizzo Tracciora
Via Giulio Pastore 1 - Rossa

Descrizione del contesto territoriale
I terreni conferiti all’Associazione si trovano in Valsesia, provincia di Vercelli, a cavallo di due piccole valli laterali, la val Sermenza e la val Mastallone nei comuni di Rossa, Balmuccia, Cravagliana. Il monte Rosa, visibile in alcuni punti, è a pochi chilometri in linea d’aria.
Si tratta di pascoli, tra i 1500 e i 1800 metri, in parte sottoutilizzati ed in parte abbandonati, caratterizzati in buona parte da pendenze elevate, privi di viabilità di collegamento, di teleferiche ed ogni tipo di struttura ricettiva e di ristoro, con presenza di pochi fabbricati per lo più diroccati o in uso ai proprietari. I terreni sono attraversati da un torrente ricco di acque nella stagione primaverile per lo scioglimento della neve, pressoché secco nei mesi di luglio e agosto. Per questo erano stati realizzati nei precedenti decenni lungo le pendici del pizzo Tracciora dei micro-invasi che conservassero una parte delle precipitazioni nevose e di pioggia; questi invasi sono oggetto ora di attenzione per un possibile recupero. La flora pabulare è di scarsa qualità dati l’esiguità dello strato di suolo fertile, la scarsa concimazione degli ultimi anni, la pendenza del terreno. Una migliore qualità e varietà si osserva nelle zone meno pendenti e maggiormente frequentate dalle mandrie. Sono presenti infestanti quali rododendri, ginepri, ginestre, ontanelle. Ai margini del pascolo troviamo anche alberi ad alto fusto quali abeti, larici, sorbi, aceri, frassini e betulle. L’alpeggio è attraversato da due sentieri CAI frequentati da molti escursionisti diretti al pizzo Tracciora o dediti all’attraversamento dalla val Cavaione alla val Mastallone. La strada forestale si ferma ad un’ora circa dall’alpe. Il turismo è quasi esclusivamente di passaggio, rappresentato da escursionisti in cerca di fresco e tranquillità lontano da esercizi commerciali, impianti e attrazioni turistiche; nella stagione della caccia la zona è frequentata da cacciatori, richiamati da galli forcelli, caprioli, cervi; è presente anche il cinghiale ed il lupo.
I terreni distano almeno due ore a piedi dai centri abitati più prossimi rappresentati da paesi con poche decine di residenti, dediti ad allevamento e piccole attività artigianali e di commercio.
L’Associazione nasce nel 2025 su iniziativa di proprietari di pascoli contigui, sulle pendici del Pizzo Tracciora e sotto l’assistenza del comune di Rossa, nell’intento di costituire un’entità economicamente interessante per un conduttore che svolga l’attività pascoliva, ricongiungendo le proprietà dei 7 diversi proprietari, in prevalenza locali. L’intento è quello di ridare vita ad un comprensorio molto bello dal punto di vista ambientale e paesaggistico, riprendendo e sviluppando la vocazione pastorale. L’Associazione è aperta all’ingresso di nuovi soci conferenti ulteriori terreni dalle medesime caratteristiche pascolive.

Descrizione dei progetti e delle attività
L’Associazione è nata solo da pochi mesi e in questo tempo si è impegnata a farsi conoscere tra i residenti e le amministrazioni locali, e stringere contatti con l’unica altra Associazione fondiaria presente sul territorio. Con questa è nata una collaborazione che va dallo scambio di informazioni e condivisione degli atti, alla ricerca di fondi per realizzare i programmi previsti.
Il primo passo compiuto è stato la firma di un contratto d’affitto con un pastore del luogo, a capo di un’azienda famigliare dove oltre al titolare lavorano il figlio ventenne ed il fratello. L’azienda conduce una trentina di capi bovini in lattazione e la rimonta altrettanto numerosa, oltre ad un piccolo gregge di capre e pecore. I bovini sono di derivazione razza bruna, adatti al pascolo d’alpe; la produzione di latte viene in parte trasformata direttamente in burro e toma e venduta in azienda; la parte rimanente viene ceduta al locale caseificio sociale. È intenzione del conduttore utilizzare i pascoli con le manze nei mesi da giugno a settembre, avendo già altre destinazioni per le vacche; la parte superiore del pascolo invece sarebbe destinata alle pecore data la forte pendenza dei terreni.
Attualmente l’Associazione ha incaricato dei professionisti di redigere il Piano di gestione territoriale e di pascolamento con particolare riguardo al piano di approvvigionamento idrico. Da questi studi si aspettano indicazioni e suggerimenti utili alla programmazione.
L’obiettivo dell’Associazione come si è detto è di ridare vita e qualità ai luoghi, molto belli dal punto di vista paesaggistico e pertanto con potenzialità turistiche. I lavori che si intende fare riguardano in primo luogo la raccolta e dotazione di acqua di abbeverata, perseguibili con il recupero di alcuni micro-bacini già presenti. A tal fine l’Associazione ha contattato alcuni gruppi scout per un primo lavoro di svuotamento dalla terra accumulata e per la manutenzione degli argini in terra. L’acqua che verrà captata dovrà poi essere incanalata verso punti di abbeverata da creare o ripristinare.
In secondo luogo, si dovrà contenere l’avanzamento di infestanti quali rododendri, ginepri, ontanelle e dei primi avanzamenti del bosco rappresentati dalle betulle; si pensa anche ad una azione di contrasto a flora indesiderata come il veratro. Il pascolo, condotto con modalità e carichi corretti, porterà anche al miglioramento e diversificazione della flora, avviando naturalmente un ciclo virtuoso.
In terzo luogo, andrà fatta una radicale manutenzione della sentieristica, questa già avviata con il sostegno del locale CAI di Varallo e con il previsto intervento del comune di Rossa.
La speranza è che la realizzazione di questi interventi porti il comprensorio ad una maggior attrattività verso lo stesso conduttore che lo utilizzi anche per il bestiame in produzione, verso altri pastori e verso la comunità locale e aiuti ad attrarre investimenti che riportino alla vita l’alpeggio.